The Century of TasteMakers
Some Product designs are based on Marketing research, but there are also Product designs emerging from intuition of people who simply know what is right, who set the trends.
People have understanding of quality of a Product. What is important for companies is to find the right people who can understand, create and communicate the true quality.
These people are particular and have deep understanding what is needed to produce a great Product: a mix of time, cost and culture (design, beauty, fashion). We can call these people TasteMakers.
Fernando Garibay (the producer of the last album from Lady GaGa) says: “I would never call myself a producer, a mixer, or a DJ per se. I think I’m more of a tastemaker.”
TasteMakers are people who influence others. TasteMakers are motivated to stimulate positive feelings in others and connect with them.
“When I was a kid, I would listen to these records from Depeche Mode and The Smiths, listening to them made me feel like I wasn’t alone. Like someone understood me. With my music, I want to pay that back and make someone else feel like that.”
Steve Jobs is a TasteMaker. Walt Disney was a TasteMaker. Giorgio Armani is a TasteMaker. Karl Lagerfeld is a TasteMaker. Jack Welch is a TasteMaker. Ingvar Feodor Kamprad is a TasteMaker. Hayao Miyazaki is a TasteMaker.
Every company, no matter which industry it belongs to, needs to include TasteMakers to remain competitive.
Contesto e spiegazione
Questo articolo riflette su una distinzione fondamentale nel mondo dei prodotti e dell’open innovation: la differenza tra chi segue i dati di mercato e chi, invece, sa anticipare ciò che le persone desiderano prima ancora che lo sappiano loro stesse.
I TasteMakers non sono semplicemente creativi o designer. Sono persone con una sensibilità profonda per la qualità — capaci di leggere la cultura, il tempo e i bisogni latenti delle persone. Pertanto, ogni azienda che vuole costruire prodotti duraturi ha bisogno di includerli nei propri processi.
La citazione di Fernando Garibay — produttore di Lady Gaga — sintetizza perfettamente questa visione: il suo valore non sta nella tecnica, ma nella capacità di creare connessioni emotive autentiche. Dunque, il nucleo del concetto di TasteMaker è questo: non chi produce, ma chi sa cosa produrre affinché qualcuno si senta capito.
Traduzione italiana del testo originale
Alcuni design di prodotto nascono dalla ricerca di mercato. Tuttavia, esistono anche design che emergono dall’intuizione di persone che semplicemente sanno cosa è giusto — persone che creano i trend invece di seguirli.
Le persone hanno una comprensione profonda della qualità di un prodotto. Pertanto, ciò che conta per le aziende è trovare le persone giuste: quelle capaci di capire, creare e comunicare la qualità autentica.
Queste persone sono particolari. Hanno una comprensione profonda di ciò che serve per realizzare un grande prodotto: un mix di tempo, costo e cultura (design, bellezza, moda). Possiamo chiamarle TasteMakers.
Fernando Garibay, produttore dell’ultimo album di Lady Gaga, afferma: “Non mi definirei mai un produttore, un mixer o un DJ in senso stretto. Penso di essere più un tastemaker.”
I TasteMakers sono persone che influenzano gli altri. Sono motivati dal desiderio di stimolare emozioni positive e di creare connessioni autentiche.
“Da bambino ascoltavo i dischi dei Depeche Mode e degli Smiths. Ascoltarli mi faceva sentire meno solo. Come se qualcuno mi capisse. Con la mia musica, voglio restituire quella sensazione e far sentire qualcun altro così.”
Steve Jobs è un TasteMaker. Walt Disney era un TasteMaker. Giorgio Armani è un TasteMaker. Karl Lagerfeld era un TasteMaker. Jack Welch era un TasteMaker. Ingvar Feodor Kamprad era un TasteMaker. Hayao Miyazaki è un TasteMaker.
Ogni azienda, indipendentemente dal settore in cui opera, ha bisogno di includere TasteMakers per rimanere competitiva.
Perché i TasteMakers sono centrali nell’open innovation per le PMI
Nell’open innovation, il rischio più comune per le PMI è adottare metodologie pensate per le grandi corporate — perdendo così la propria identità culturale, che è invece il vero vantaggio competitivo. Tuttavia, i TasteMakers ragionano in modo opposto: partono dall’identità profonda di un’azienda e la amplificano verso l’esterno.
Steve Jobs non ha chiesto ai clienti cosa volessero. Walt Disney ha trasformato l’animazione in un linguaggio universale perché credeva nella sua visione prima che il mercato la capisse. Giorgio Armani ha ridefinito l’eleganza rifiutando i trend dominanti. In particolare, ciò che accomuna queste figure è la capacità di anticipare i bisogni latenti — esattamente il cuore di una consulenza open innovation efficace per le PMI.
Il metodo OPEN OS parte da questo principio: grazie a una diagnosi profonda dell’identità aziendale, è possibile aprire i processi all’esterno senza perdere la propria voce. Di conseguenza, identificare e valorizzare i TasteMakers diventa un passaggio strategico in ogni percorso di open innovation per PMI del Nord Est.
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